Kuala Lumpur: genio e sregolatezza urbanistica

Kuala Lumpur è da pazzi. Sconvolge le logiche del comune senso dell’orientamento come nessun altra città visitata. Il suo nome significa “confluenza fangosa” tra un fiume grande ed uno piccolo e davvero si rischia di rimanervi impantanati. È infatti una città costruita per le macchine dove il pedone conta quanto a scacchi. Tra i piloni di cemento sporchetti che sostengono le autostrade ed i treni monorotaia, attraversare è veramente complicato: devi conoscere i punti dove ci sono i ponti sopraelevati, o contare su un buon allungo perchè sulla strada normale, a molte corsie, devi correre. Oppure aspettare che un manipolo di temerari inizi la traversata ed unirti a loro. Se dovessimo usare di motti, direi: “l’unione fa la forza” e ” non è un paese per vecchi”.IMG_0378 Oltre a questo si aggiungono i lavori in corso, faraonici e presenti ovunque. Sì perchè la città sta cambiando volto e si vota ancora di più al turismo quindi ha bisogno di attrazioni accessibili e presto. Peccato che nel frattempo non si curi minimamente del comfort dei visitanti che già ci sono. Facce perplesse di occidentali ovunque, gente che per disperazione, dopo essere stata deviata da cantieri in tre incroci di fila, scavalca le ringhiere raccomandandosi ad Allah. Immagino che tra 5 anni questa città sarà molto diversa, già si vede che nella zona centrale, quella di Merdeka square (non ridete, vuol dire ” piazza Indipendenza”), stanno pavimentando col marmo e lasciando ampie zone di prato e fiori. Intanto però conoscere bene i passaggi interni ai centri commerciali, che sono tutti collegati, è un salvavita usato con cognizione dai locali e dai visitatori che contano almeno tre giorni di permanenza (perchè prima non lo capisci). mappa passaggiAll’interno di questi passaggi, che sono a loro volta collegati da passerelle sospese tra gli edifici, tutte coperte, le indicazioni ci sono e sono anche ben fatte. Da Bukit Bintag , il quartiere vip, alle Petronas Towers si arriva senza mai mettere il naso fuori. Diciamo che è un vantaggio nel caso delle piogge torrenziali che spazzano la città almeno una volta al giorno e anche quando il caldo soffocante ti sta sfiancando.
IMG_0356Tuttavia, levano quel gusto della scoperta nell’aria libera ed il sapere sempre se fuori fa buio o luce, rispetto all’ora in cui sei entrato. Per questa fissazione mi sono ostinata a camminare fuori, e l’unica soluzione che ho trovato per non perdere il filo di arianna è stato guardare in alto e ricordarmi il nome degli edifici e degli shopping malls. Purtroppo, così facendo, si passa per zone un po’ squallide, anche perchè la città segue uno sviluppo a macchia di leopardo ed in mezzo ci sono i cantieri, qualche chalet tra gli alberi che ti pare ancora di stare nella giungla e sopra-passaggi ripidissimi, quando sei fortunato. Puoi anche chiedere alla gente, che è molto cortese e tenta di aiutarti. Ma molto spesso non sa o ti da delle indicazioni di difficile interpretazione. Destra o sinistra non è mai netto: anche il segno che ti fanno con la mano può essere una bisettrice tra le due direzioni e io mi domando se a questo punto l’incertezza sia un tratto culturale. Google maps mi ha mandato in certi sopra-passaggi davvero poco raccomandabili e quindi ho smesso di domandare anche a lui. Comunque, la soluzione mi è arrivata come sempre dal pragmatismo dei pionieri inglesi, che questi luoghi li hanno colonizzati: per orientarsi la cosa ideale è fare prima un giro di quelli con il Bus scoperto, anche se lo trovi kitsch. Almeno capisci dove sono le cose da vedere e ti godi anche i grattacieli fantasmagorici da tutte le prospettive. Ce ne sono tantissimi, non solo le famosissime Petronas e la KL tower.
IMG_0516Gli asiatici sono ossessionati dall’ altezza e credo sia per questo che visitano tanto Kuala Lumpur, che di storico non ha molto. Comunque, anche grazie a Air Asia, la Ryanair asiatica che ha sede qui, sta crescendo moltissimo e diciamo che due giorni di visita gli vanno concessi, non di più. Se non altro per vedere la zona coloniale, la Chinatown nazionale, patria degli orologi tarocchi, e lo skyline veramente mozzafiato degno di una metropoli in cui scorre il petrolio a fiumi: non troppo, diciamo solo quello piccolo dentro a quello grande dell’OPEC.

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Kuala Lumpur: genio e sregolatezza urbanistica diAlessia Biasatto è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Lone traveller: vantaggi e svantaggi del viaggiare da soli

Quando sei in giro per il mondo per qualcosa di più che una breve vacanza è raro sentire parlare italiano. La maggior parte dei cosiddetti lone-traveller vengono infatti da altri paesi, prevalentemente anglosassoni, notavo. Comunque, non è insolito trovare anche francesi e tedeschi e, per fortuna per me, anche qualche spagnolo. Quello che tutta questa gente ha in comune, nonostante l’appellativo, è la fiducia che durante il viaggio non saranno mai soli. Infatti, in questo anno sabbatico o in questi molti mesi che dedicheranno a viaggiare, saranno molto più inclini a fare amicizia, più aperti e ciarlieri che nella loro città d’origine. Molto probabilmente avranno dei momenti di solitudine e di reincontro con se stessi, ma anche di attività intensa e stanchezza positiva perchè alla fine stare soli è anche la possibilità di fare tutto ciò che si vuole, senza dover negoziare o cambiare il proprio ritmo per altri.IMG_9865
Secondo me è un’ esperienza da provare e pertanto credo che i pro superino di gran lunga i contro. Tuttavia, ci sono alcune cose da tener in conto, prima e dopo la partenza, alcune talmenti banali e vere che sembrano quelle barzellette della serie sai qual è il colmo per… ? Beh, ecco alcuni esempi.

1. Devi stare molto più attento quando attraversi la strada, soprattutto nei paesi in cui si guida a sinistra, perchè se sei distratto nessuno ti salverà. Ho riflettuto su questa banalità durante la prima settimana e mi è servito a portare a casa la pellaccia.

2. Se hai bisogno di un consiglio sui posti da visitare è meglio chiedere ad Occidentali, ed ancora meglio a persone con un background e un gusto simile al tuo. Almeno su certi argomenti non importa quanto tu voglia immergerti nella cultura del luogo: di solito uno mantiene i gusti e le necessità delle macro aree in cui vive. Sull’abbigliamento per le escursioni: considera sempre che un malese ti manderebbe nella giungla in ciabatte, ad esempio, e un indonesiano ti farebbe andare su un vulcano di 5000 metri in t-shirt perchè: “yes, you can do it!” , anche se non hai una giacchetta. Io se devo chiedere notizie su una spiaggia con il mare cristallino, poi, chiederò proprio ad Italiani perchè, incredibile a dirsi, li trovo sempre nelle migliori spiagge anche se nel resto del paese non ve ne è traccia. Se invece devo valutare se un monumento merita una visita o meno, lascerò perdere la lonely planet e chiederò forse a un tedesco o comunque a un europeo, che prima si è sicuramente informato su tutto meglio di me. Questo anche perchè in Giappone, chiedevo spesso ai locali quali fossero le attrazioni più belle del luogo e finivo sempre nelle le tombe degli imperatori, che alla fine sono quasi tutte fatte con lunghi percorsi di colonne rosse a finre in portali con meravigliose tettoie adoranate, per carità, ma vista una viste tutte.

3. Succede che uno pianifichi di fermarsi tot giorni in un posto ma poi si percepisca che il piano ha bisogno di una modifica perchè il posto non incontra le aspettative. A volte si è un po’ indecisi ma il mio consiglio è il seguente: il momento giusto per andar via è quando ti accorgi che stai iniziando a odiare tutti. Forse odio è un sentimento eccessivo, ma se anche noti un certo fastidio che inizia ad insidiarsi in te allora vai: prendi il volo, ti aspetta qualcosa di meglio. Non serve a niente fermarsi di più dove la doccia è sempre occupata o ti chiedono un extra su ogni piccola esigenza.

4. Quando puoi, soprattutto in Asia, prendi un fazzolettino. Ruba i tovaglioli al ristorante o persino imbosca un rotolo di carta igienica, a volte. Ti servirà sicuramente se non ami ripulirti con la pompa nei bagni di fortuna o anche vuoi fare uno spuntino di frutta in un chiosco ma non hanno idea di cosa sia una salvietta.

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I miei amici lone traveller.

5. Prima di partire fai degli esercizi di stretching sulle braccia. Allunga i muscoli e cerca di diventare flessibile come una scimmietta perchè dovrai metterti la crema sulla schiena da solo. Con il sole che c’ è in certi paesi è proprio tassativo e una delle cose più divertenti è guardare le schiene dei lone traveller. Magnifiche bruciature a forma di cinque dita che tendono a mete inarrivabili. Secondo me dovrebbero fare una classifica degli autospalmatori più bravi e conferire un premio per la miglior impronta creativa a fine anno. Comunque tranquilli perchè l’idea per il futuro già ce l’ho ed è brevettare un braccio meccanico che faccia il lavoro e sia il compagno inseparabile di ogni lone traveller. Se mi riempio di soldi poi vi farò sapere.

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